CHIAMAMI COL TUO NOME

26.01.2018

di Luca Guadagnino (2017)

Questo non è solo un film ma una vera e propria opera d'arte che celebra l'amore. Quanta poesia, quanta bellezza e quanta intensità in quegli sguardi, in quei silenzi, in quelle melodie, in quei colori, in quei movimenti di macchina che indugiano con trepidante timidezza. Quando un film, un quadro, una fotografia, un libro o una musica ha il potere di estraniarti dal qui e ora per scaraventarti cuore e mente dentro l'opera stessa, beh allora siamo davanti ad un capolavoro.

E così fai tua quella calda estate italiana del 1983, le corse in bicicletta nelle bucoliche campagne della pianura padana, le attese, i respiri, il desiderio, le paure e il coraggio. Sì perché di questo si parla, di una storia d'amore universale che spinge al coraggio di vivere senza riserve, senza giudizi o condanne se non quella del tempo, di quel corpo e di quel cuore che ci vengono dati una sola volta. Mai come oggi (in un'epoca piena di odio, di cieli grigi e visi infelici, di velocità, di occhi immersi negli smartphone, di inerzia e distanze) ritengo sia necessario un messaggio forse scontato ma così importante, soprattutto per le nuove generazioni:

"Chiamami col tuo nome ed io ti chiamerò col mio" sussurra Oliver (Armie Hammer) ad Elio (Timothée Chalamet) ...Non è solo il titolo ma credo la scena più potente, dove nell'eco dei loro nomi risiede tutto l'amore che ognuno di noi ha il dovere di cercare. Provare. Vivere.